La lavorazione della pelle

 



CONSERVAZIONE: La pelle viene trattata con sale o salamoia al fine di proteggerla dall’influsso degradante dei microrganismi e per consentirne il viaggio dai luoghi di origine ai nostri magazzini. Le pelli possono essere conservate anche in ambiente refrigerato.
RINVERDIMENTO: questa fase ha lo scopo di riportare la pelle nelle condizioni originarie e viene eseguita in bottali. Bisognerà anzitutto ridarle tutta l'acqua persa durante i trattamenti di conservazione e la si dovrà ripulire delle impurità. Questa operazione va condotta con tecniche diverse a seconda del tipo di pelle usato. A rinverdimento avvenuto, le pelli vengono scolate dall'eccesso di acqua e quindi pesate, ottenendo così il peso rinverdito, sul quale si possono calcolare le quantità di prodotti necessari per l'operazione successiva, il calcinaio.
CALCINAIO: è un trattamento mediante il quale si libera la pelle da tutte quelle sostanze che non si trasformerebbero in cuoio, e cioè l'epidermide ed il pelo e lo strato sottocutaneo. Con il calcinaio otterremo quindi:

  • DEPILAZIONE
  • SAPONIFICAZIONE parziale dei GRASSI
  • GONFIAMENTO più o meno pronunciato del DERMA. Le pelli calcinate si presentano viscide, gonfie e molto sensibili ad azioni meccaniche, chimiche ed a sbalzi di temperatura. Il calcinaio è considerato fondamentale nella lavorazione delle pelli, perché errori nella sua conduzione sono difficilmente rimediabili con le operazioni successive.

SCARNATURA-RIFILATURA-SPACCATURA: finito il calcinaio, sorge l'esigenza di effettuare un lavaggio per agevolare la scarnatura, in quanto altrimenti la pelle sarebbe viscida e quindi difficile da lavorare. La scarnatura avviene tramite l'utilizzo di una macchina avente un cilindro portante rivestito di plastica dura, su cui viene appoggiata la pelle; questo cilindro viene avvicinato ad un altro cilindro, questo a lame elicoidali taglienti, il quale a rotazione rapida asporta il carniccio. Ora sulla pelle è ben visibile il fiore, con i propri difetti, piccole lesioni superficiali e segni di varia natura. E’ soprattutto in base al fiore della pelle che viene effettuata la nostra classificazione delle pelli.
Successivamente si passa alla spaccatura che avviene con la macchina a spaccare. Si opera facendo passare la pelle tra due cilindri fra i quali si trova una lama rotante che effettua la divisione tra fiore e crosta. In questa fase viene dunque deciso lo spessore della pelle in conformità a quanto stabilito nel campionario


L’ ASCIUGATURA:
Le pelli vengono poi asciugate a fondo in 4 5 giorni a temperature variabili dai 20 ai 30 gradi. L'asciugatura va condotta con prudenza e le nostre pelli vengono generalmente appese in aria tramite appositi ganci, in modo da far asciugare la pelle nel modo più naturale possibile. Un altro metodo di asciugatura avviene tramite il fissaggio delle pelli su appositi telai che vengono fatti passare in appositi forni ad aria calda. Molto usato è anche il metodo di mettere le pelli sotto vuoto ed asciugarle su apposite piastre riscaldate.

LA PALISSONATURA: la pelle viene lavorata in un apposito macchinario chiamato palissone che ne conferisce morbidezza e mano tonda.
Adesso dopo circa un mese di lavorazione la pelle è pronta per essere rifinita e diventare definitivamente quella stabilita nei nostri campionari. La rifinizione ha lo scopo di colorare e di proteggere la pelle.
Il colore vivo, l’elasticità e la morbidezza, sono le principali caratteristiche delle nostre pelli, frutto di una profonda conoscenza della tradizione (che i nostri conciatori custodiscono gelosamente) applicata con procedimenti e macchinari tecnologicamente avanzati




Ed ecco come si presentano le pelli nei nostri magazzini alla fine di tutte le lavorazioni in conceria. Sono disposte su appositi cavalletti e pronte per essere lavorate. Da qui inizia un nuovo ciclo di produzione con il primo controllo qualità delle pelli selezionate per il divano, la successiva eliminazione di parti difettose ed il taglio con sagome proprio come per un abito sartoriale.

La lavorazione della pelle 

Le pelli grezze vengono acquistate direttamente nelle zone di produzione, e presentano l’aspetto tipico dell’animale. Non sono utilizzabili allo stato naturale e pertanto devono essere trattate con procedimenti meccanici e chimici ed opportune sostanze di origine vegetale o animale. L'insieme di questi procedimenti sono detti concia.
La pelle è composta per l'1% dall'epidermide, per l'85% dal derma e per il 14% dallo strato sottocutaneo o "carne". La parte che interesserà la concia è esclusivamente il derma che diventa perciò cuoio.
Esso è costituito da fasci di fibre composte da fibrille più fini, che si intrecciano fra di loro formando una rete tipo tessuto.
Nell'attività conciaria è importante la distinzione fra la parte superiore del derma, a contatto con l'epidermide, che costituisce il fiore, caratteristico per ogni razza animale, e la parte sottostante denominata crosta.
E’ un procedimento praticato sin dai tempi più remoti, quando i nostri antenati usavano le pelli per ripararsi dal freddo. Dalla preistoria ad oggi nulla è cambiato nella sostanza. Quanto di più bello e prezioso ci trasmette oggi la pelle è il frutto di una tradizione tramandata nei secoli, parte integrante della nostra storia, è una parte di noi stessi. Per questo è molto forte il rapporto dell’uomo con la pelle, è un coinvolgimento altamente emotivo

Venendo ora alle lavorazioni, possiamo dividerle in tre grandi fasi.

La prima prevede la preparazione della pelle grezza alla concia vera e propria, attraverso i cosiddetti lavori di riviera: non è un nome dato a caso, si tratta infatti di un insieme di operazioni che un tempo erano effettuate sulla riva di un fiume. Le principali operazioni di riviera preliminari alla concia vera e propria consistono nel rinverdimento, nel calcinaio e nella scarnatura.

La seconda fase comprende la concia eseguibile con sali di cromo o aldeidi (concia minerale) oppure con tannini (concia vegetale), seguita dalla riconcia e dalla tintura. L’insieme dei locali nei quali si eseguono tali lavorazioni è detto “reparto bagnato”, a causa delle grandi quantità di liquami che in passato ma, sia pure meno, ancor oggi ristagnano sul pavimento.

La terza ed ultima fase, detta rifinizione, ha lo scopo di nobilitare, migliorare e proteggere la pelle dagli agenti esterni e viene eseguita in ambienti completamente asciutti

 

LA CONCIA: si tratta essenzialmente di impregnare la pelle con sostanze che si fissano alla medesima e ne impediscono la decomposizione senza alterarne la morbidezza, la flessibilità e la struttura.
I processi di concia sono diversi, e si possono distinguere in: concia vegetale, minerale, all’olio o scamosciatura, speciale, mista.

  • La concia vegetale è a base di sostanze tanniche ed è il processo più antico. La concia viene eseguita mettendo le pelli in fosse e ricoprendole con strati di scorza di quercia macinata per circa 3 cm., la stratificazione così ottenuta viene ricoperta d’acqua che va sciogliendo il tannino dalla scorza facendolo passare alla pelle. Dopo due mesi si vuota la fossa e si ripete l’operazione con scorza fresca. Dopo circa due anni tutti i passaggi sono compiuti e la concia è avvenuta. Con l’epoca moderna tutti i procedimenti si sono accelerati e meccanizzati.
  • La concia minerale è a base di composti minerali, in specie sali di cromo, d’alluminio, di zolfo o silice. Il metodo al cromo fu ideato da Knapp ed ebbe applicazione industriale nel 1884, per cuoi leggeri e poi pesanti; è basato sull’azione dei composti del cromo trivalente sul collagene delle pelli e può essere compiuta con uno o due bagni.
  • La concia bianca o in alluda è antichissima e consiste nel trattare le pelli con soluzione di solfato d’alluminio, o di allume, che hanno reazione acida a causa dell’elettrolisi che mette in libertà acido solforico, ne risulta un solfato basico che provoca l’effetto di concia.
  • La concia all’olio o scamosciatura, è a base di oli di animali marini. E’ un procedimento antichissimo, fornisce cuoio morbido, resistente alla trazione, particolarmente adatto per realizzare guanti, gambali, calzature, sellerie; si impiegano pelli di montone, capretto, pecora, agnello, daino, camoscio ecc. La materia conciante è data da oli facilmente ossidabili come quelli di pesce.
  • La concia speciale è a base di sostanze organiche varie: formalina, chinone, tannini sintetici.

La concia mista è costituita da associazioni di vari metodi in specie quelli vegetali con quelli minerali



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18 - Gen - 2018
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