Vocabolario nel mondo del mobile


A B S (Acronitrile-Butadiene-Stirene)

Resina termoplastica sintetica; è ottenuta per copolimerizzazione dell’acronitrile, del butadiene e dello stirene. Presenta buona resistenza agli acidi, ma non ai solventi clorurati. Non attira la polvere e non si deforma; per queste proprietà l’ABS è un materiale adatto alla produzione di mobili e complementi di arredo. E’ impiegata anche per la fabbricazione di bordi e di foglie per il rivestimento delle superficie. 

ACCIAIO INOX
Si dà questo nome ad acciai resistenti alla corrosione e ad alcuni agenti chimici; per essere definiti tali devono contenere almeno il 12% di cromo. Grazie alla sua igienicità viene impiegato per costruire contenitori alimentari, tegami, lavelli, piani di lavoro; normalmente per tali utilizzi si impiega acciaio inox 18/10  
(18% di cromo, 10% di nichel).

ACCIAIO
Composizione: Si tratta di una lega di ferro e carbonio contenente anche altri elementi che gli conferiscono particolari doti di robustezza.
Caratteristiche: E' un materiale molto resistente nel tempo, igienico e di facile manutenzione. Idrorepellente e robusto. E' proposto in varie finiture.
Pulizia e manutenzione: L'acciaio tende a macchiarsi per il calcare soprattutto nella zona del lavello. Dopo l'uso pulire sempre le superfici in acciaio con acqua e sapone o con detergenti neutri, asciugate con un panno morbido. Da evitare pagliette metalliche e sostanze abrasive.

ANILINA
Anilina: composto organico azotato, liquido, incolore, usato nell'industria farmaceutica e chimica.

ALLUMINIO
L'alluminio è l'elemento chimico di numero atomico 13. Il suo simbolo è Al ed è identificato dal numero CAS 7429-90-5. Si tratta di un metallo duttile color argento.[2] L'alluminio si estrae principalmente dai minerali di bauxite[2] ed è notevole la sua morbidezza, la sua leggerezza e la sua resistenza all'ossidazione, dovuta alla formazione di un sottilissimo strato di ossido che impedisce all'ossigeno di corrodere il metallo sottostante.[2] L'alluminio grezzo viene lavorato tramite diversi processi di produzione industriale, quali ad esempio la fusione, la forgiatura o lo stampaggio.
L'alluminio viene usato in molte industrie per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l'economia mondiale. Componenti strutturali fatti in alluminio sono vitali per l'industria aerospaziale e molto importanti in altri campi dei trasporti e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie.
L'alluminio è un metallo leggero ma resistente, con un aspetto grigio argento a causa del leggero strato di ossidazione, che si forma rapidamente quando è esposto all'aria e che previene la corrosione in quanto non solubile. L'alluminio ha un peso specifico di circa un terzo dell'acciaio, o del rame; è malleabile, duttile e può essere lavorato facilmente; ha una eccellente resistenza alla corrosione e durata. Inoltre non è magnetico, non fa scintille, ed è il secondo metallo per malleabilità e sesto per duttilità. L'alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla terra (8,3% in peso), terzo dopo ossigeno (45,5%) e silicio (25,7%) e paragonabile al ferro (6,2%) e al calcio (4,6%). In natura si trova sempre combinato con altri elementi; è presente in numerosi minerali. Dal punto di vista industriale questo metallo leggero (la sua densità è di 2,71 g/cm³) viene prodotto a partire dalla bauxite, roccia rosso bruno o giallo, diffusa soprattutto negli Stati Uniti, in Russia, Guyana, Ungheria, nei territori dell'ex Jugoslavia. Le proprietà salienti dell'alluminio sono:
basso peso specifico, pari a circa un terzo di quello dell'acciaio o delle leghe di rame;
alta conducibilità termica ed elettrica, circa due terzi di quella del rame; elevata plasticità; eccellente duttilità e malleabilità; basso potere radiante; saldabilità; molte leghe di alluminio sono saldabili con normali tecniche MIG, TIG e saldo brasatura, altre, in particolare quelle contenenti rame, non sono saldabili. In ogni caso il processo di saldatura deve essere effettuato con l'uso di gas inerti o paste, che producono gas ionizzanti, per evitare la formazione di allumina.
superficie dei particolari trattabile con ossidazione anodica o protettiva (passivazione chimica e aumento della durezza superficiale, che può superare in 50 HRC) o estetica (elettrocolorazione). Pochi elementi in natura si prestano a costituire un numero così elevato di leghe come l'alluminio. Per migliorare le caratteristiche meccaniche si aggiungono all'alluminio determinati quantitativi di elementi alliganti. Quando si combina con altri elementi, le caratteristiche di questo metallo, che allo stato puro è tenero e duttile, cambiano radicalmente. Basta un solo esempio: l'ossido di alluminio (Al2O3) o corindone (i cristalli trasparenti della migliore qualità sono più conosciuti come zaffiri e rubini), è la sostanza naturale più dura dopo il diamante, con durezza relativa 9 nella scala di Mohs. Per quanto riguarda le leghe metalliche formate dall'alluminio, le peculiarità in comune per tutte sono:
Bassa temperatura di fusione (compresa tra i 510 ed i 650 °C)[4]
Basso peso specifico, compreso tra 2,66 e 2,85 g/cm³
Elevatissima conducibilità elettrica e termica. Contenuto di alluminio maggiore del 70%.

Gran parte degli elementi metallici sono solubili nell'alluminio, tuttavia rame (Cu), silicio (Si), magnesio (Mg), zinco (Zn), manganese (Mn), nichel (Ni) sono i leganti utilizzati per l'alluminio a costituire le leghe madri; accanto ad essi si possono impiegare elementi che migliorano alcuni aspetti prestazionali delle leghe, conosciuti come correttivi. Si trovano aggiunte, per scopi particolari, piccole percentuali di titanio, zirconio, cromo, bismuto, piombo, cadmio, scandio, litio, berillio ed anche stagno e ferro, quest'ultimo peraltro sempre presente come impurezza. Quando gli elementi sopra menzionati vengono aggiunti all'alluminio di base da soli si hanno leghe binarie, quando aggiunti a due a due o a tre a tre si hanno rispettivamente leghe ternarie o leghe quaternarie. Ogni elemento possiede il suo particolare effetto, per esempio:
Silicio: migliora la colabilità e riduce il coefficiente di dilatazione; nelle leghe ipereutettiche (Si>12%) conferisce alla lega un certo potere autolubrificante.
Magnesio: aumenta la resistenza alla corrosione in ambiente alcalino e in mare; aumenta il grado di incrudimento e di conseguenza le caratteristiche meccaniche conferibili al materiale per deformazione a freddo.
Manganese: aumenta la resistenza meccanica e alla corrosione anche se in maniera più contenuta del magnesio; è elemento fondamentale per ridurre la formazione di precipitati ferrosi aghiformi (noti come "punte di spillo").
Rame: accresce la resistenza meccanica, soprattutto a caldo, la resilienza e la resistenza a fatica; rende non saldabile la lega.
Zinco: soprattutto se associato al magnesio, conferisce un'elevata resistenza meccanica, migliora la temprabilità delle leghe (con Zn>4% e Cu<1% si ottengono leghe autotempranti), ma riduce la resilienza e l'elasticità del materiale.
Nichel: accresce la resistenza meccanica a caldo.

CARTE FINISH
Materiali impiegati per il rivestimento delle superficie; sono carte monostrato impregnate con una miscela di resine termoindurenti ureiche e melamminiche con l’aggiunta di flessibilizzanti. Costituiscono la versione economica dei laminati per il rivestimento delle superficie. Vengono commercializzate finite, già verniciate, semi finite con una mano di fondo o grezze.

CARTA MELAMINICA
Carta impregnata di resine melaminiche; può presentarsi esteticamente di vari colori o imitare le venature del legno. Viene impiegata per il rivestimento dei pannelli legnosi grezzi i quali dopo tale trattamento vengono definiti pannelli nobilitati melaminici.

C.F.C.
sono derivati alogeni degli idrocarburi: non sono tossici, ma, per il fatto di essere chimicamente inerti e più leggeri dell'aria, raggiungono lo strato di ozono nella stratosfera, decomponendo questo gas, col pericolo di ridurre lo schermo che protegge la vita terrestre dai raggi ultravioletti. La loro produzione ed il loro impiego (in particolare come fluidi frigorigeni) sono stati di recente fortemente ridotti.

COMPENSATO LAMELLARE
E’ un compensato ad anima, ma quest’ultima è costituita da strisce di fogli di legno, di spessore inferiore a 7 mm, disposte di taglio e tutte o la maggior parte incollate tra loro.

COMPENSATO LISTELLARE

E’ un compensato ad anima, quest’ultima è costituita da listelli di legno di larghezza compresa tra 5 e 30 mm., incollati o meno tra loro. Questi pannelli vengono definiti commercialmente anche con il termine “Paniforte”.
COMPENSATO MARINO
Compensato prodotto con fogli di specie legnose durabili naturalmente, incollati con adesivi che garantiscono i requisiti di resistenza previsti per l’impiego in ambiente esterno.  

COLLANTI TERMOINDURENTI o COLLANTE TERMOFUSIBILE

COLLANTI TERMOFONDENTI
Adesivi sintetici che, applicati allo stato fuso incollano grazie alloro raffreddamento ed alla pressione che si esercita tra i due elementi da incollare. Hanno caratteristiche di reversibilità in quanto se riporati a temperature che variano da 60 a 100 gradi circa rammolliscono perdendo temporaneamente il proprio potere collante. Il loro impiego è quasi totale per quanto riguarda l'applicazione di bordi.

COMPENSATO 
Pannello a base di legno composto da un insieme di fogli di legno, solitamente dispari, resi solidali mediante incollaggio con resine sintetiche termoindurenti e pressatura a caldo. I fogli di legno (piallacci) sono sovrapposti in modo che la fibratura degli strati adiacenti sia generalmente ad angolo retto. Quando gli strati sono più di tre, i panelli vengono chiamati multistrati.

COMPENSATO AD ANIMA
Compensato composto da un’anima centrale ed almeno due strati esterni di fogli di legno, a fibratura incrociata, per ogni faccia.

COMPENSATO COMPOSITO
E’ un compensato ad anima, ma quest’ultima è costituita da materiali diversi dal legno.Compensato che ha le due facce rivestite con piallacci decorativi

COMPENSATO PLACCATO
Compensato che ha una faccia rivestita con un piallaccio decorativo.

CONCIA
l'insieme delle operazioni a cui si sottopongono le pelli animali per trasformarle in cuoio.

CORIAN
Composizione: E' composto da una speciale forma di alluminio e resina acrilica, oltre a pigmenti e ingredienti brevettati.
Caratteristiche: A superficie compatta, offre elevate prestazioni sia dal punto di vista estetico che funzionale. E' resistente all'abrasione e all'usura ed essendo omogeneo ed uniforme in tutto il suo spessore, non è poroso. Non assorbe nè odori nè sapori. In caso di assemblaggio le eventuali giunture sono impercettibili, in quanto vengono "saldate" sul posto. E' disponibile in oltre 100 colori. Si possono realizzare vasche lavello nello stesso materiale del piano anch' esse perfettamente saldate.
Pulizia e manutenzione: E' sufficiente passare una spugna imbevuta con acqua e detergente e asciugare con un panno morbido.  Maggiori informazioni sulla manutenzione dei piani in corian?
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CRISTALAN
Composizione: Viene prodotto per 2/3 con idrossido di alluminio e per 1/3 con acrile, un derivato di un acido, e contiene anche piccole quantità di pigmenti.
Caratteristiche: Appartiene alla categoria "solid surfaces", in quanto è solido e omogeneo in tutto il suo spessore. Viene prodotto in una vasta gamma cromatica, in tinte unite o granulate. Resistente agli urti, durevole e igienico, non è poroso, è neutro all'olfatto e adatto al contatto con gli alimenti. Occorre però prestare attenzione a non appoggiare sopra la superficie pentole od oggetti caldi.
Pulizia e manutenzione: Sporco, macchie e graffi possono essere tolti con un detergente e una spugna abrasiva. Per il calcare usare una spugnetta e aceto.

CRISTALITE
Composizione: Prodotto con resine acriliche e pigmenti, ricrea la bellezza della naturale su lastre da 300x130 cm con spessore di 6-11 cm.
Caratteristiche: Non poroso, levigato e inodore, è molto igienico e quindi adatto al contatto con gli alimenti. Inoltre è resistente all'acqua e all'umidità, al calore e alla luce. Non si graffia neanche con la lama di un coltello ed è ecologico. E' disponibile in vari colori e permette lavorazioni anche di forma arrotondata.
Pulizia e manutenzione: Si pulisce passando una spugnetta con acqua e detergente.

CRISTALLO DI BOEMIA
E’ un vetro calcio – potassico, non contiene piombo ed ha caratteristiche analoghe a quelle del mezzo cristallo.

CUOIO
prodotto ottenuto dopo il trattamento di concia. Comunemente, invece, si intende per pelle il prodotto più fine e più leggero e per cuoio il prodotto più grossolano e di un certo spessore.

CROSTA
E’ la parte inferiore del derma, ottenuta mediante l’operazione di scissione della pelle umida, in modo da ottenere due fogli : uno che porta il lato “ fiore “ di spessore uniforme e l’altro chiamato crosta. Cfr. Pelle.

CUBICATURA
E’ un processo impiegato per il rivestimento delle superficie ed è un processo derivato dall’industria automobilistica. L’elemento che deve essere rivestito è immerso in una vasca contenente acqua sulla cui superficie viene fatta galleggiare una pellicola elastica e gelatinosa. Durante l’emersione l’elemento viene ricoperto su tutta la superficie dalla pellicola. Successivamente, dopo l’essiccazione, le superficie vengono protette con una mano di vernice di finitura.


ELETTRODOMESTICO INTEGRATO
Elettrodomestico (frigo, congelatore, lavastoviglie o lavatrice) progettato per l'applicazione di un'anta all' elettrodomestico stesso in modo tale che possa risultare esteticamente uguale alla cucina nel quale viene inserito.

PANNELLO IMPIALLACCIATO (vedi impiallacciatura)
L'impiallacciatura è un'operazione che viene eseguita in falegnameria e consiste nel ricoprire un legname

PANNELLO TRUCIOLARE
Il pannello truciolare sfrutta gli scarti di lavorazione del legno e le ramaglie residue degli alberi; in questo modo diventa un prodotto molto interessante dal punto di vista ecologico in quanto per la sua produzione non vengono abbattuti appositamente i tronchi d'albero. Sono composti da scaglie e particelle di legno pressate ed incollate tra loro con collanti termoindurenti. Vengono comunemente impiegati previa impiallacciatura, nobilitazione con carta melaminica o rivestimento con PVC o laminato i quali conferiscono al pannello le qualità estetiche volute. Da un punto di vista delle qualità meccaniche hanno particolare interesse per la loro stabilità dimensionale che li rendono indispensabili per l'impiego su grandi superfici dove il legno massello avrebbe degli enormi problemi di planarità. Hanno però scarsissima resistenza all' umidità, per questo è stato messo a punto un pannello denominato V100 idrorepellente che attenua questo problema senza però risolverlo completamente. I collanti usati per la loro costruzione emettono formaldeide, tali emissioni sono minime nei pannelli prodotti secondo le severe normative tedesche.
Detto anche "tranciato", è un sottile foglio di legno (circa 0.6 mm) ottenuto attraverso la tranciatura dei tronchi. Viene utilizzato per rivestire i vari pannelli legnosi i quali vengono poi denominati "impiallacciati".
Nell' arredamento "moderno", il termine legno, viene comunemente utilizzato per indicare mobili impiallacciati. Il legno massello, è spesso utilizzato  nel caso di ante  con telaio o profilo perimetrale, mentre invece la parte centrale (denominata specchiatura), è in legno impiallacciato.
E' sinonimo improprio di piallaccio

LAMILAM  (vedi anche LAMILAM e KERLITE)
Lamilam è un gres porcellanato, un materiale innovativo resistente ai solventi organici ai disinfettanti ed ai detergenti. Si pulisce con estrema facilità mantenendo inalterate le caratteristiche della superficie. L'unico prodotto in grado di attaccare  il prodotto è l'acido fluoridrico. Lamilam resiste ai graffi e all' abrasione profonda e le sue proprietà rimangono inalterate anche dopo un uso intensivo ed una pulizia frequante. Presenta un elevato modulo di rottura. Grazie all' assorbimento medio di acqua pari allo 0,1% resiste al gelo e si adatta a tutte le condizioni climatiche. Non contiene materie organiche, pertanto, resiste al fuoco ed alle alte temperature. In caso di incendio non sprigiona fumo e non emette sostanze tossiche. E' totalmente compatibile con le sostanze alimentari in quanto non rilascia elementi in soluzione; non consente l' insorgenza di muffe, batteri e funghi. Privo di pigmenti organici, LAMILAM resiste ai raggi UV. I colori non subiscono alcuna alterazione anche se sottoposti a variazioni delle condizioni climatiche. E' un prodotto totalmente naturale, non cede elementi all' ambiente e può essere facilmente  macinato ed interamente  riciclato in altri processi produttivi. LAMILAM è la prima superficie antigraffiti, si pulisce facilmente e non viene attaccato nemmeno dalle vernici più tenaci.


LAMINATO
Conosciuto, un tempo, anche con il nome commerciale di "Formica" è composto da resine fenoliche (supporto) e melaminiche (carta estetica decorativa) incollate tra loro in modo tale da formare fogli di circa 0,6 mm. Viene impiegato per il rivestimento di pannelli legnosi (pannelli laminati). Se i pannelli vengono laminati su entrambi i Iati si dicono bilaminati
Massa plastica formata da silicio ed ossigeno che tramite vulcanizzazione passa allo stato elastico trasformandosi appunto in gomma siliconica. Tra le sue caratteristiche principali possiamo elencare: . non si screpola nel tempo; . resiste a temperature comprese tra i -100° C e i 3000 C; . batteriologicamente inerte (resistente a funghi e microorganismi); . stabile alle radiazioni solari; . ottima pulibilità.
Con questo termine si indicano i vari tipi di legno esistenti in natura. In quanto ricavati da diverse specie di alberi si differenziano per l'aspetto estetico, le proprietà fisiche e meccaniche. La loro suddivisione principale avviene in conifere e latifoglie; tra le prime ricordiamo il pino, l'abete, il cedro e il larice, tra le seconde il noce, il faggio, il ciliegio, il rovere e il frassino.
L' ergonomia cerca di individuare i parametri più importanti per un corretto rapporto uomo-macchina-ambiente di lavoro, eliminare i fattori negativi, rendere più facile o naturale l'utilizzo degli oggetti..

ERGONOMIA
L'ergonomia, secondo la IEA (International Ergonomics Association), è quella scienza che si occupa dell'interazione tra gli elementi di un sistema (umani e d'altro tipo) e la funzione per cui vengono progettati (nonché la teoria, i principi, i dati e i metodi che vengono applicati nella progettazione), allo scopo di migliorare la soddisfazione dell'utente e l'insieme delle prestazioni del sistema[1]. In pratica è quella scienza che si occupa dello studio dell'interazione tra individui e tecnologie. Nel 1949 lo psicologo K. F. H. Murrell diede al termine "ergonomia" il significato attuale . Nel 1961 videro la luce l'Associazione internazionale di ergonomia (IEA, International Ergonomics Association) e la S.I.E. (Società italiana di ergonomia).
La qualità del rapporto tra l'utente e il mezzo utilizzato è determinata dal livello di ergonomia. Il requisito più importante per determinare questo livello è la sicurezza, seguito dall'adattabilità, l'usabilità, il comfort, la gradevolezza, la comprensibilità, e così via.
Per valutare la qualità del rapporto tra una persona e la tecnologia utilizzata, gli ergonomi considerano il lavoro(attività) da svolgere e le richieste dell'utente, le attrezzature utilizzate (dimensioni, forma, disposizione), e le informazioni per il loro utilizzo. L'ergonomia si basa su molte discipline e scienze nello studio degli esseri umani e dei loro ambienti, tra cui antropometria, biomeccanica, ingegneria meccanica, bioingegneria, ingegneria industriale, design industriale, chinesiologia, fisiologia e psicologia.
Un oggetto non facilmente usabile oppure non sicuro sarà un oggetto di utilizzo ostico, che implica grande sforzo cognitivo: esso sarà quindi "poco ergonomico". Fra i vari studi al fine di arrivare ad un'idonea ergonomia, quello della chinetosfera è fra i più rilevanti, al fine di calcolare gli spazi utili per la massima abilità dei movimenti dell'utente.

FELTRO
Il feltro è un particolare tipo di stoffa ottenuta comprimendo e infeltrendo fibre di lana o peli e trattandoli con soluzioni acquose. E’ un materiale impiegato nella produzione di imbottiti e materassi.

FIOCCHI DI FIBRA POLIESTERE
Materiale di imbottitura ricavato da fibre sintetiche ottenute per policondensazione fra monomeri contenenti funzioni alcoliche (glicol etilenico) e carbossiliche. E’ un materiale resistente agli acidi, alle basi, ai solventi, alla luce, al calore ed è molto tenace. Le fibre poliesteri miste a fibre naturali servono anche per produrre tessuti ingualcibili.

FOGLIA ABS
Foglia polimerica impiegata, negli anni passati, nel settore del mobile – arredamento per il rivestimento delle superficie in sostituzione della foglia PVC. Cfr. ABS

FOGLIA PVC
E’ la foglia polimerica più impiegata nel settore mobile – arredamento per il rivestimento delle superficie. Cfr. PVC

FORMALDEIDE
Gas di odore pungente è impiegato per lo produzione delle principali colle termoindurenti utilizzate nell'industria del mobile. Sospettato di essere cancerogeno dà luogo in caso di alte concentrazioni negli ambienti a fenomeni di lacrimazione e irritazione alle vie respiratorie. Fin dal 1977 il B.G.A (Ufficio per la salute di Berlino) fissa la sua pericolosità negli ambienti a concentrazioni di 0.1 p.p.m. (parti per milione) o 0.12 mg/mc. Ben presto anche molti altri paesi europei si sono uniformati a tali valori. Da Covallero troverete esclusivamente mobili certificati in classe E1

FORMALDEIDE (ALTRA FONTE)
Composto organico gassoso di odore pungente utilizzato quale componente di gran parte degli adesivi termoindurenti per pannelli a base di legno.(UF, MF, MUF, PF) L’emissione di formaldeide libera, cioè di quella parte che non è stata polimerizzata, è soggetta a regolamentazioni di legge ; infatti la formaldeide dà luogo a fenomeni di irritazione delle prime vie respiratorie ed è potenzialmente cancerogena. E’ considerata pericolosa negli ambienti abitativi una concentrazione di formaldeide superiore a 0,10 ppm (parti per milione) che equivale a 0, 12 milligrammi per metro cubo. Questo valore è stato stabilito, facendo riferimento alle persone a rischio (bambini, anziani, asmatici, ipersensibili etc.)
vedi ulteriori dettagli sull' argomento

FSC
Il marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
La foresta di origine e' stata controllata e valutata in maniera indipendente in conformita' a questi standard (principi e criteri di buona gestione forestale), stabiliti ed approvati dal Forest Stewardship Council a.c. tramite la partecipazione ed il consenso delle parti interessate.
L'FSC e' una ONG internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunita' indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Il gruppo FSC-Italia opera in armonia con gli obiettivi e la missione del Forest Stewardship Council internazionale.
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GRANA
La costituzione, l'aspetto della sua superficie.

GRANITO
Composizione: Si tratta di una roccia naturale di struttura granulare cristallina.
Caratteristiche: Esiste in varia colorazioni, grazie alla presenza in natura di polvere e minerali di differenti varietà di colore. Resistente agli urti e alle abrasioni. E' un materiale poroso quindi può assorbire le sostanze utilizzate in cucina e rischia di macchiarsi e deteriorarsi.
Pulizia e manutenzione: Per la cura quotidiana sono indicati i normali prodotti detergenti, purchè non abrasivi. 

GRES PORCELLANATO  (vedi anche LAMILAM e KERLITE)
il Gres porcellanato a basso spessore (lastre 1000x3000x3mm) è una pasta ceramica cotta a circa 1150/1250C° e riportata a temperatura ambiente (greificazione). E’ un materiale che resiste al taglio, alle abrasioni, all’acqua e agli sbalzi di temperatura, non si deforma e garantisce una longevità eccezionale, è molto usato per pavimentazioni e
superfici di lavoro lavabili, per questo motivo è particolarmente indicato per la cucina, consentendo anche ottimi abbinamenti tra piani e ante


HDF (High Density Fiberboard)
Pannello di fibra di legno ad alta densità. Cfr.Pannelli a base di legno, Pannelli di fibra di legno.

IDROREPELLENTE
Nel settore del mobile si dicono idrorepellenti quei pannelli di truciolare o medium density che resistono secondo le normative al rigonfiamento provocato dall'acqua nelle fibre del legno.

IDROLEB
L’ormai noto Pannello Ecologico – il pannello al 100% in legno riciclato – diventa LEB e IDROLEB, ossia il Pannello Ecologico a più bassa emissione al mondo.
I certificati emessi dal Ministero giapponese attestano che il Pannello LEB risponde pienamente alle rigorose normative fissate (F****). I test effettuati dal Catas attestano che IDROLEB risponde ai limiti imposti anche dalle normative europee di resistenza all’acqua, oltre che a quelle di emissione.
I test, infine, effettuati dal Catas su un mobile realizzato con il Pannello Ecologico LEB certificano valori di emissione di 0,01 ppm, addirittura 10 volte inferiori ai limiti imposti a livello europeo (0,1 ppm). LEB e IDROLEB non hanno eguali al mondo per i valori di emissioni che esprimono, per le certificazioni che hanno ottenuto, per le garanzie di salvaguardia ambientale che conferiscono al mobile e a chi lo acquista.
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IMPIALLACCIATURA
Questa pratica è utilizzata sin dal Rinascimento quando dei mobili in massello di legno poco pregiato, venivano ricoperti con uno strato di essenze nobili. Il piallaccio (lastra di legno pregiato) veniva realizzato tagliando il legno in lastre dello spessore di 4/6 millimetri e poi incollandole sulla superficie esterna del mobile. Ciò dava al manufatto un aspetto di grande bellezza.
All'inizio del XIX secolo, con l'introduzione delle macchine, si inizia a sezionare il tronco in fogli dello spessore di pochi decimi di millimetro; anch'essi vengono applicati mediante incollatura alla superficie del legno massello di cui è costituito il mobile. In questo caso il foglio di legno acquista una grande elasticità e può quindi essere applicato anche su superfici curvilinee. Questa tecnica non ha comunque soppiantato la precedente, e lastre più spesse vengono tuttora utilizzate per realizzare mobili di pregio.
Questo elemento può essere usato per valutare l'epoca di costruzione dei mobili ed evitare l'acquisto di un falso. Esaminando lo spessore dell'impiallacciatura si può conoscere l'epoca di fabbricazione del mobile.
Il tranciato di legno viene aggiuntato in modo da ottenere dei pannelli di varie misure e secondo diversi metodi di composizione. Una caratteristica importante dei piallacci è la simmetria del disegno data dalle venature del tronco da cui è stato ricavato. Gli abili ebanisti dell'Ottocento riuscivano a realizzare dei veri e propri disegni realizzando così delle opere d'arte. Ancora oggi in molte parti del mondo esistono artigiani capaci di realizzare dei disegni utilizzando tranciati di legni di differente colore. Tale arte detta tarsìa è però raramente realizzata a mano libera, ma sempre maggiore è l'utilizzo di macchine da taglio a pantografo, e spesso elettroniche anche a taglio laser. Le scuole di tarsìa tradizionali in Italia sono a Sorrento (NA) e a Treviglio (BG), ma in molte zone d'Italia, specie in Toscana e Lazio, ci sono artigiani che effettuano tali lavori anche per conto terzi utilizzando e accoppiando vari legni contrastanti.

LAMINATI MELAMINICI A BASSA PRESSIONE
Materiali impiegati per il rivestimento delle superficie, formati da due o tre carte impregnate con resine termoindurenti melaminiche a cui vengono aggiunti dei flessibilizzanti. Le carte sono rese solidali tra loro mediante pressatura a caldo con pressioni non elevate. Le caratteristiche fisiche e tecniche di questi materiali sono inferiori a quelle dei laminati ad alta pressione, ma sono più che idonee per il rivestimento di elementi di mobili non soggetti a condizioni gravose ed, in particolare, per la produzione di bordi.

LAMINATO STRATIFICATO
Laminato in cui lo spessore delle resine di supporto è normalmente superiore a 2 mm. Grazie alle loro caratteristiche meccaniche possono essere impiegati come pannelli autoportanti senza dover essere applicati ai pannelli legnosi. Hanno un' ottima resistenza all' acqua, tent'è che vengono spesso utilizzati sia come piani di lavoro, soggetti a grande usura, sia in ambito di arredamento per piscine ed ospedaliero, poichè hanno resistenza ottime agli agenti chimici.

a bordatura dritta ha il vantaggio di poter usare bordi di forte spessore od anche masselli irrobustendo il lato del pannello; di contro, come con il softforming, ha lo svantaggio di avere due linee di giunzione e di rivestire il pannello con dei bordi che non sempre sono perfettamente identici alla superficie. Il preforming ha il forte vantaggio di offrire un bordo totalmente identico alla superficie ed un unico punto di giunzione. Di contro il preforming usando la stessa sottile foglia della superficie ha lo svantaggio di realizzare una curva non molto resistente agli urti ed a volte lievemente ondulata in quanto la curvatura espone maggiormente agli urti la parte interna del truciolare (più grossolana e fragile rispetto alla superficie).
Il nobilitato, essendo di fatto un agglomerato di scarti della lavorazione del legno, carta e colle ureiche e melamminiche, è una fonte di emissioni nell'ambiente di formaldeide (altamente cancerogena se inalata)[1] e il suo uso andrebbe pertanto evitato negli ambienti domestici.
A questo scopo i pannelli sono divisi in 3 classi (E1, E2 ed E3) secondo i test espressi dalle normative europee EN 717 e EN 120. La classe E1 è attualmente considerata la più restrittiva, e prevede un rilascio medio inferiore ai 2,5 mg/m²h e una concentrazione inferiore a 0,1 ppm (parti per milione). In Italia praticamente tutta la produzione di nobilitato è ampiamente rientrante in classe E1, e già numerosi produttori si stanno muovendo per ridurre ulteriormente tale emissione. Scavolini utilizza materiali in classe E0, ovvero la più  bassa classificazione attualmente esistente. Per ottenere un pannello per l'arredamento ad emissione di formaldeide nulla bisognerebbe utilizzare listellare, placcandolo con laminato e utilizzando colle senza formaldeide (ad esempio poliuretaniche) ma molti produttori di mobili preferiscono continuare ad usare il truciolato melamminico, per il costo molto inferiore rispetto al listellare laminato, che consente di poter competere sul prezzo dei prodotti o altrimenti ottenere un guadagno superiore.

PELLE
E’ la membrana di natura proteica che riveste il corpo degli animali. E’ il prodotto grezzo, composto da tre parti essenziali che sono, dall’esterno verso l’interno:
Epidermide - E’ lo strato superficiale che durante il processo di concia viene eliminato.
Derma - E’ lo strato più importante della pelle dal punto di vista della concia ed è costituito da fasci di fibre connettive ed elastiche. La parte superiore del derma, sottostante l’epidermide, è chiamata “fiore“. La parte inferiore del derma, sottostante al fiore, è chiamata “crosta”.
Ipoderma - E’ il tessuto connettivo sottocutaneo costituito da cellule adipose che viene eliminato meccanicamente durante il processo di concia Per un ampio approfondimento clicca qui

PELLI AL VEGETALE
Cuoi ottenuti mediante l’impiego di prodotti concianti a base di tannini vegetali.

PELLI ANILINE
Cuoi che presentano tutte le caratteristiche originali della pelle, perché non subiscono alcun processo di finitura superficiale. Possono essere presenti segni propri della vita dell’animale, quali cicatrici rimarginate, punture di insetti, differenze di grana, diversità di tonalità di colore etc.

PELLI PIENO FIORE
Sono cuoi ottenuti da pelli selezionate, caratterizzate da un tessuto dermico denso e chiuso (pelle piena). La superficie è ricoperta da un leggero strato protettivo che ne esalta la naturale bellezza e la protegge dalle macchie.

PELLI SINTETICHE
Sono materiali che imitano la pelle e sono ottenuti da polimeri di sintesi, tra i quali i più comuni sono il polivinilcloruro (PVC) e le resine poliuretaniche.

PELLI SMERIGLIATE
Sono cuoi ottenuti da pelli che presentano imperfezioni e difetti. Vengono abrase in modo da asportare una parte più o meno consistente dello strato superficiale. Successivamente lo strato esteriore viene ricoperto con prodotti protettivi (finissaggi) o con vernici in modo da conferire un aspetto naturale e migliorare le caratteristiche d’uso (facilità di pulizia, resistenza all’abrasione etc.)

PIGMENTO
Sostanza colorata inorganica od organica, naturale o sintetica, usata nell'industria delle vernici.

POLIURETANO
materiale solido a struttura spugnosa, prodotto di reazione di un poliestere.

PVC
Il cloruro di polivinile, noto anche come polivinilcloruro o con la corrispondente sigla PVC, è il polimero del cloruro di vinile. È il polimero più importante della serie ottenuta da monomeri vinilici ed è una delle materie plastiche di maggior consumo al mondo.
Puro, è un materiale rigido; deve la sua versatilità applicativa alla possibilità di essere miscelato anche in proporzioni elevate a composti inorganici e a prodotti plastificanti, quali ad esempio gli esteri dell'acido ftalico, che lo rendono flessibile e modellabile. Viene considerato stabile e sicuro nelle applicazioni tecnologiche a temperatura ambiente, ma estremamente pericoloso se bruciato o scaldato ad elevate temperature e in impianti inidonei al suo trattamento per via della presenza di cloro nella molecola, che può liberarsi come acido cloridrico, come diossina, o come cloruro di vinile monomero.
La reazione di polimerizzazione è esotermica, ovvero produce calore, pertanto la temperatura all'interno del reattore deve essere controllata in modo da impedire il surriscaldamento della massa di reazione, che potrebbe portare anche ad una reazione esplosiva. Per tale ragione la sintesi del PVC viene raramente condotta in massa, ovvero aggiungendo l'iniziatore ad una massa di cloruro di vinile. Anche quando la reazione in massa viene mantenuta sotto controllo, si possono originare dei locali surriscaldamenti che alterano sensibilmente le proprietà meccaniche e l'aspetto del polimero ottenuto.

Per disperdere il calore di reazione, la reazione viene condotta in soluzione, in emulsione o in sospensione; in questo modo il mezzo liquido (un solvente o l'acqua) asporta il calore evaporando; i vapori vengono quindi condensati e riciclati nel reattore.

RESINA
sostanza organica di varia composizione, viscosa, plastica, translucida, prodotta per secrezione da molte piante, utilizzata nella fabbricazione di vernici.

RIFINIZIONE
il rifinire, il completare un lavoro, serie di operazioni alle quali si sottopongono le pelli al fine di migliorarne le caratteristiche.

SOLIDTOP
Composizione: Laminato stratificato HPL, costituito da strati di materiale di fibra cellulosica impregnatidi resine termoindurenti sottoposti ad un processo di alta pressione.
Caratteristiche: materiale non poroso, non attaccabile dall'acqua, dal vapore e non si macchia con gli oli e i detergenti di comune utilizzo. Resiste al calore fino a 180°.
Pulizia e manutenzione: normali detergenti.

SERIGRAFIA
E' un metodo particolare di stampa (su metallo, vetro, plastica, ecc.) in cui l'inchiostro viene fatto passare attraverso le maglie di un tessuto di seta (setino serigrafico) preventivamente otturate nelle zone non stampanti. Nel vetro attraverso una ulteriore procedura di riscaldamento ad alte temperature tale serigrafia si può temprare in modo tale che fondendosi insieme al vetro diventa indelebile.

STARLIGHT
Composizione: E' una pietra composita formata al 70-90% da sabbie silicee della Boemia legate da una minima quantità di resine che non ne intaccano l'aspetto naturale.
Caratteristiche: I microcristalli a specchio di cui è costituito lo rendono particolarmente luminoso e la brillantezza rimane costante nel tempo. E' resistente all'usura e all'azione degli agenti acidi, anche al limone e agli urti.
Pulizia e manutenzione: Si possono usare tutti i detergenti comuni per la pulizia della casa, ma avendo l'accortezza di diluirli sempre.

STARON
Composizione: Si tratta di un materiale solido per superfici composto al 100% da resina acrilica e idrossido di alluminio.
Caratteristiche: Permette personalizzazioni con motivi a intaglio, la decorazione di bordi, l'inserimento di guide in metallo o canalette di scolo. Perfettamente liscio. ha giunture impercettibili. Può essere riparato. E' resistente alle macchie, agli urti, impermeabile e igienico.
Pulizia e manutenzione: Usare un panno imbevuto di acqua e sapone. I detergenti a base di ammoniaca puliscono le superfici senza lasciare aloni. Graffi e macchie si tolgono con una spugna abrasiva a grana fine.

TEMPERATURA DI RINVENIMENTO
E' lo temperatura alla quale le colle termofondenti iniziano a rammollire e ritornando allo stato liquido provocano lo scollaggio dei bordi.

UNICOLOR
E' un materiale appartenente  alla famiglia dei laminati HPL di cui ne possiede tutte le caratteristiche. Si differenzia per la sua struttura, costituita da laminato HPL a tutto spessore melaminico, con decorativo e supporto dello stesso colore. Tutto ciò consente una più alta resistenza all' abrasione e l' inserimento dei piani cottura e lavelli a filo top 
VERNICE ACRILICA

VERNICE
Una vernice convenzionale è costituita da un componente filmogeno con caratteristiche adesive meglio denominato come "legante", da un solvente che lo rende fluido e infine, da un agente plastificante che ne migliora le caratteristiche elastiche una volta essiccata, alcune vernici sono costituite da plastica/gomma liquida che una volta essiccata può essere anche rimossa in modo più agevole rispetto alla vernice tradizionale.
Il processo di formazione della pellicola dipende essenzialmente dalla natura del componente filmogeno: oli siccativi (olio di lino cotto), resine naturali (copale), cellulosa e vari tipi di resine sintetiche (acriliche, viniliche, poliestere, fenoliche, epossidiche, poliuretaniche).
Le vernici convenzionali tendono a creare una pellicola non traspirante che con il tempo si fessura, si solleva a brandelli e si spella. In alternativa le vernici tradizionali dei secoli passati e quelle prodotte oggigiorno che vengono chiamate naturali o bioedili, svolgono un'azione coesiva con il supporto, integrandosi con esso e subiscono un processo di invecchiamento cosiddetto nobile, consumandosi lentamente senza spellarsi, dando l'opportunità di una manutenzione più semplice. I leganti più conosciuti di una vernice naturale sono la calce, il latte, l'uovo, l'olio di lino cotto, la cera d'api, le resine vegetali. La resistenza di una vernice naturale è enorme, soprattutto quando il supporto è affine: ad esempio si può parlare di millenni per la durata della classica tecnica ad affresco con acqua o latte e terre coloranti su un intonaco di pura calce.
L'industria italiana della vernice per il legno è leader a livello mondiale. Questo segmento di mercato fa parte della filiera delle industrie del mobile e del serramento in legno, entrambe molto quotate su scala internazionale. Le vernici per il legno si dividono in due macro categorie: quelle per manufatti esposti in ambiente interno e quelle per manufatti esposti in esterno. In entrambi i casi, esistono i formulati a base acqua (con minori emissioni di COV, composti organici volatili, in atmosfera) e a base solvente (nitro, sintetiche, poliuretaniche e poliesteri). Una speciale categoria di vernici per il legno è quella delle vernici ignifughe di reazione e resistenza al fuoco.

VETRO
Il vetro è un materiale ottenuto tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata da cristallizzazione.[7] I vetri sono solidi amorfi, assimilabili a liquidi sottoraffreddati ad elevatissima viscosità, con i legami intermolecolari e gli attriti interni che ne mantengono inalterata la forma per un tempo lunghissimo.[8]
In linea teorica, i vetri potrebbero essere ottenuti a partire da qualunque liquido, attraverso un rapido raffreddamento che non dia alle strutture cristalline il tempo di formarsi. Nella pratica, hanno la possibilità di solidificare sotto forma di vetro solo i materiali che abbiano una velocità di cristallizzazione molto lenta, come ad esempio l'ossido di silicio (SiO2), il diossido di germanio (GeO2), l'anidride borica (B2O3), l'anidride fosforica (P2O5), l'anidride arsenica (As2O5). Un esempio di vetro naturale è l'ossidiana, prodotta dal magma vulcanico. Nel linguaggio comune, il termine vetro viene utilizzato in senso più stretto, riferendosi solamente ai vetri costituiti prevalentemente da ossido di silicio (vetri silicei), impiegati come materiale da costruzione (soprattutto negli infissi), nella realizzazione di contenitori (ad esempio vasi e bicchieri) o nella manifattura di elementi decorativi (ad esempio oggettistica e lampadari). La maggior parte degli utilizzi del vetro derivano dalla sua trasparenza, dalla sua inalterabilità chimica e dalla sua versatilità: infatti, grazie all'aggiunta di determinati elementi, è possibile creare vetri con differenti colorazioni e proprietà chimico-fisiche.
Il vetro è trasparente, duro, pressoché inerte dal punto di vista chimico e biologico, e presenta una superficie molto liscia. Queste caratteristiche ne fanno un materiale utilizzato in molti settori; allo stesso tempo il vetro è fragile e tende a rompersi in frammenti taglienti. Questi svantaggi possono essere ovviati (in parte o interamente) con l'aggiunta di altri elementi chimici o per mezzo di trattamenti termici.
Una delle caratteristiche più evidenti del vetro ordinario è la trasparenza alla luce visibile. La trasparenza è dovuta all'assenza di stati di transizione elettronici nell'intervallo energetico della luce visibile e al fatto che il vetro non ha disomogeneità di grandezza confrontabile o superiore alla lunghezza d'onda della luce, che provocherebbero scattering, come avviene di solito con i bordi di grano dei materiali policristallini. Il vetro comune non è invece trasparente alle lunghezze d'onda minori di 400 nm (ovvero il campo ultravioletto), a causa dell'aggiunta della soda. La silice pura (come il quarzo puro, piuttosto costosa) non assorbe invece gli ultravioletti e viene perciò impiegata nei settori dove occorre questa caratteristica.
Il vetro può essere prodotto in forma così pura da permettere il passaggio della luce nella regione dell'infrarosso per centinaia di chilometri nelle fibre ottiche.


VETRO TEMPERATO
Il vetro temprato viene ottenuto per indurimento tramite trattamento termico (tempra). Il pezzo deve essere tagliato alle dimensioni richieste e ogni lavorazione (come levigatura degli spigoli o foratura e svasatura) deve essere effettuata prima della tempra.
Il vetro è posto su un tavolo a rulli su cui scorre all'interno di un forno, che lo riscalda alla temperatura di tempra di 640 °C. Quindi viene rapidamente raffreddato da getti di aria.[23] Questo processo raffredda gli strati superficiali, causandone l'indurimento, mentre la parte interna rimane calda più a lungo. Il successivo raffreddamento della parte centrale produce uno sforzo di compressione sulla superficie, bilanciato da tensioni distensive nella parte interna.[23] Gli stati di tensione possono essere visti osservando il vetro in luce polarizzata.
Non tutti i vetri sono temprabili; in particolare, se presentano forme articolate o numerosi fori vicini tra loro possono rompersi durante il trattamento termico, a causa delle tensioni interne del materiale.
Il vetro temprato è circa sei volte più resistente del vetro float, questo perché i difetti superficiali vengono mantenuti "chiusi" dalle tensioni meccaniche compressive, mentre la parte interna rimane più libera da difetti che possono dare inizio alle crepe.
D'altro canto queste tensioni hanno degli svantaggi. A causa del bilanciamento degli sforzi, un eventuale danno ad un estremo della lastra causa la frantumazione del vetro in molti piccoli frammenti. Questo è il motivo per cui il taglio deve essere effettuato prima della tempra e nessuna lavorazione può essere fatta dopo.
Per la sua maggiore robustezza, il vetro temprato è spesso impiegato per la realizzazione di elementi senza struttura portante (tutto vetro), come porte in vetro e applicazioni strutturali e nelle zone parapetto.
È anche considerato un "vetro di sicurezza" in quanto, oltre ad essere più robusto, ha la tendenza a rompersi in piccoli pezzi smussati poco pericolosi.[22] Questa caratteristica è sfruttata nell'industria automobilistica, dove viene impiegato per realizzare i finestrini laterali delle automobili, e in generale in tutte quelle applicazioni dove i frammenti del vetro infranto potrebbero colpire delle persone.
In alcune situazioni però si possono avere problemi di sicurezza a causa della tendenza del vetro temprato a frantumarsi completamente in seguito ad un urto sul bordo. Da un punto di vista ottico la lastra di vetro può presentare delle distorsioni determinate dal processo di tempera rispetto ad un vetro non temperato.
Le inusuali proprietà del vetro temprato sono conosciute da secoli, come dimostrano le Gocce del principe Rupert

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16 - Gen - 2018
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